17 novembre 2019

" U - Salaru "




Chi vendeva il sale trasportato su carro o carramattu, arnese a quattro ruote, di cui le due anteriori, direzionali, sono collegate a due aste per il traino con mulo o cavallo).
Il sale veniva riposto in cumuli sul piano di carico.
Il salaru andava in giro abbanniannu: 
"Aiu u' sali.
Sali finu e sali rossu", con gli occhi rivolti verso il cielo per evitare che qualche acquazzone non sciogliesse il suo prezioso carico.

16 novembre 2019

" I calendarietti profumati "




Dal libro di Luigi Rogasi

 - I calendarietti profumati dei barbieri 
che all arrivo delle festività natalizie erano soliti offrire ai loro clienti
Oltre ad essere una vera rarità oggi sono addirittura oggetto da collezione, era l omaggio atteso, sollecitato e ricercato da una clientela per lo più giovane che li riceveva - a mucciuni- per certe illustrazioni che la mentalità dell epoca giudicava scandalose..
Erano - calendarietti- dall interno profumo di cipria o di gelsomino, composti da più foglietti di carta patinata a colori, formato tascabile, tenuti insieme da un lucido cordoncino di seta o di cotone bianco o colorato, reso fermo da un minuscolo nodo sfilacciato all estremità, le pagine con i mesi si alternavano a quelle con maliziose foto di note attrici dell epoca, in costume da bagno, o in atteggiamento osè.

15 novembre 2019

don SEBASTIANO PALUMBO



Paṭṛi Palummu

 Primogenito di 
Salvatore Palumbo e di Marietta Gambuzza, 
dopo aver trascorso l’infanzia a Pozzallo, spinto da una forte vocazione religiosa, egli scelse di entrare in Seminario dove dimostrò subito grande volontà e desiderio di apprendere.
Durante le vacanze estive, assieme ad altri giovani, trascorrevano parte dei i pomeriggi sul sagrato della Chiesa Madre, facendo da vivace corona all’Arciprete don Rosario Canonico e a don Ciccino Gugliotta. 
Fra l’altro mons. Matteo Gambuzza, suo zio materno, gli fu modello e guida illuminata fino ed oltre la sua Ordinazione Sacerdotale, ricevuta nella Cattedrale di Noto il 29 giugno 1950 dal Vescovo di allora mons. Angelo Calabretta.
Dopo i primi mesi trascorsi in Curia, nell’ottobre del 1950 ebbe dal Vescovo l’incarico d’insegnamento presso il Piccolo Seminario di Modica, passando poi in quello Vescovile di Noto: ma per poco, perché dal 1952 venne assegnato alla parrocchia di sant’Antonio di Avola, dove mise tutto il suo giovanile entusiasmo nell’organizzazione dell’Azione Cattolica.
Nel 1953 fu tuttavia richiamato come docente in Seminario, dove rimase fino al 1962, anno in cui raggiunse Pozzallo per coadiuvare mons. Francesco Gugliotta (don Ciccino) alla guida della Parrocchia di San Giovanni Battista. 
Il 14 luglio 1962, in seguito alla richiesta di esonero delle responsabilità parrocchiali, presentata per motivi di salute dall’anziano sacerdote, don Sebastiano ne assunse la titolarità, impegnandosi in un’attività pastorale che pervase ben presto la Comunità dalla quale era stato accolto con tanto calore umano. 
La sua costante presenza nei quartieri della parrocchia, la sua vicinanza agli ammalati ed ai sofferenti, aiutarono a far crescere il suo popolo che pregava insieme a lui per i suoi figli vicini e lontani, per i suoi svignati ed i suoi emigrati.
Oltre ad essere docente di Religione nella Scuola Media "Rogasi" fu anche Direttore Diocesano dell’Apostolato della Preghiera e, dal 14 ottobre 1988, fu nominato Vicario Foraneo di Pozzallo . 
Purtroppo, il 19 agosto 1986, un grave infarto portò smarrimento e sgomento in una cittadinanza che non gli aveva mai fatto mancare simpatia, incoraggiamento ed apprezzamento per la sua opera: l’immediato ricovero all’Ospedale Maggiore di Modica risolse positivamente la malattia, rientrando in Parrocchia dopo un periodo di convalescenza trascorso presso le Suore Benedettine.
Nel giugno 1990 una ricaduta della malattia, questa volta con blocco renale, lo portò all’Ospedale "Piemonte" di Messina, dove il 18 giugno egli venne operato e poi trasferito al Policlinico, perché bisognoso di cure più appropriate. 
Ma le speranze ebbero breve durata: all’alba del 4 luglio 1990 don Sebastiano Palumbo spirò serenamente, consapevole che era arrivato il momento di porre fine al suo viaggio terreno e di andare verso la Resurrezione.

 Luigi Rogasi Pozzallesi del xx secolo

14 novembre 2019

" BEDDA MATRI NUNZIATA "





NI NA CAMMERA SITI FRIMMATA, 
 L'ANGELO A LI PIERI VI RUMMIA, 
 ARRIPIGLITI ANGILU,
 CI SU VINUTI TRI NUVULI, 
UNA RI ACQUA, UNA RI VIENTU, UNA RI CURA RI TRAUNARA, 
 PIGGHIA U CUTIEDDU E TAGLILA, 
 ABBIELLA N'TA NA CAVA SENZA UNNI NUN CI CODDA SULI, 
 UNNI NUN CI CODDA LUNA 
 NUN FARI DANNU A NESSUNA CREATURA.






" SAN BIAGIU PADRON "




 SAN MILASI VUI LA TERRA MI VADDATI 
 DA LI TRONA TIMPISTATI,
VUI RAVANZI VI TRUVATI QUENI LU CIU' RANNI, 
 U PATRUNI E SAN GIUVANNI. 
 OH ! CHI MIRACULU FU CHISTU U PATRUNI E' GESU' CRISTU. 
 SCANSATIMI RI FAMI, RI PESTI, RI GUERRE,
 RI N'CINA, RI PICCATI MURTALI,
 RI TERREMOTI A MIA E
 A TUTTI QUANTI CRISTIANI.

13 novembre 2019

" La figura Ro scippa Jàgni "



Dal libro di Rogasi Luigi-

 La figura Ro scippa Jàgni-

Questo mestiere veniva esercitato da pochi barbieri per arrotondare i loro introiti, cercavano di sopperire come meglio potevano alla mancanza in paese- rò rintista..
Non esisteva altra scelta nei casi di emergenza bisognava ricorrere al loro intervento limitata alla sola estrazione del dente sofferente.
I barbieri che avevano scelto questa seconda attività lo facevano con molto impegno ed erano sempre pronti a lasciare il loro salone per raggiungere l abitazione di chi ne reclamava con urgenza la presenza erano persone perfettamente consapevoli di non poter andare oltre.
Quindi chi aveva altri tipi di problemi non restava altro che raggiungere Modica o Noto servendosi di carrozze, calessi, perfino di carretti o prendere il treno che nella tratta Ragusa- Siracusa era già in attività dal 1891.
Poi a partire dagli anni venti le cose cominciarono però a cambiare anche dalle nostre parti i primi autisti di piazza con le loro automobili rendevano più rapiti gli spostamenti.
Negli anni 40 con una migliore condizione di vita arrivarono anche i primi medici dentisti provvedendo a colmare un vuoto del quale si sentiva la necessità. Attenzione però appena tolta - a jagna doveva essere lanciata subito sui tetti accompagnando il gesto con l invocazione San Nicola,- ju ti rugnu a veccia e tu mi runi a nova.

12 novembre 2019

TRA IL SACRO ED IL PROFANO





Santa Barbara

 nun rummiti ca li trona sù partuti, sù patrtuti e sù pa via,
 Santa Barbara, cu mia!
 Tri nuvuli vitti veniri:
 Una ri acqua, una ri vientu, e una cu na cura ri traunara. (tromba d'aria)
 Pigghiatili, tagghiatili nto mienzu e ghittatili ntà na cava scura, unni nun canta n'gniaddu, unni nun c'è nessunu lustru ri luna, e unni nun c'è nessuna criatura.

 Molti di voi potrebbero ricordare che nel passato, i nostri avi, quando c'erano i temporali, con tuoni e fulmini, esponevano in casa, nelle vetrate la bolla dei luoghi santi.



                                                    




                                                   


Biagia - Silvana ❤ La Storia di Pozzallo_3 Silvana La Pira_3

                         - Silvana La Pira -

anticamacina

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