26 novembre 2017

" Attraversare il Ponte di Rialto ed il Ponte dell'Accademia "


Ponte di Rialto
Venezia



Rialto era il centro commerciale della città ed il suo ponte unisce le due rive del Canal Grande almeno dal 1180, anche se in quel caso era solo un ponte di barche, ma dal 1592 la sua attuale struttura non è cambiata. La prospettiva che si ammira da una parte e dall'altra dei parapetti centrali del Ponte di Rialto è sicuramente la più fotografata. Non da meno per il Ponte dell'Accademia dal quale si può ammirare la Punta della Dogana dove anticamente veniva tirata una grossa catena per impedire l'accesso delle navi durante la notte.


Ponte dell'Accademia 
Venezia


Il ponte dell'Accademia è il più meridionale dei quattro ponti di Venezia che 
attraversano il Canal Grande.
Collega San Vidal all'ex Chiesa di 
Santa Maria della Carità.
Nei diciotto anni dell'ultima dominazione austriaca (1848-1866) fu compiuta la più importante innovazione urbanistica di Venezia. 
Il Ponte di Rialto era stato per trecento anni l'unico punto di attraversamento pedonale sul Canal Grande: proprio in quegli anni si sentì l'esigenza di due ulteriori attraversamenti, uno in corrispondenza della 
nuova stazione ferroviaria,
l'altro verso sud, all'estremità 
opposta del canale. 
Il ponte iniziò dopo alcuni anni a presentare problemi statici, per la debolezza di alcuni punti della struttura, e nel periodo fascista 
presentava ormai preoccupanti segni 
di deperimento e corrosione. 
Nell'attesa della costruzione di un nuovo ponte in pietra, per il quale era stato indetto un concorso nazionale vinto dal progetto di Duilio Torres (architetto) e Ottorino Bisazza (ingegnere), venne costruito in soli 37 giorni un ponte provvisorio in legno progettato da Eugenio Miozzi (1889-1979), che venne aperto al pubblico il 15 febbraio 1933 e che 
non è stato più sostituito. 
All'epoca dell'inaugurazione, era il più grande ponte ad arco in legno di tutta Europa. 
Il legno del ponte ha bisogno tuttavia di una manutenzione continua e molto costosa. 
Nel 1986 è stata necessaria la totale sostituzione degli elementi in legno, con l'inserimento di archi metallici in grado di reggere meglio 
la struttura.
Per questi motivi, in varie occasioni si è presa in considerazione la possibilità di sostituirlo, realizzando il ponte definitivo sul progetto vincitore di Torres e Bisazza, che però non ha ancora trovato attuazione.

" Visitare Murano e Burano "



Le casette colorate sono il segno distintivo dell’isola di Burano. Sono l’attrazione che spinge le persone a visitarla e anche il ricordo che più resta impresso quando si lascia l’isola. 
La leggenda vuole che in passato i pescatori avessero colorato le loro case per differenziarle le une dalle altre e poter riconoscere 
la propria anche da lontano, 
ritornando dal mare dopo la pesca.

La leggenda del merletto di Burano

La lavorazione del Merletto è una delle attività secolari dell’isola. La leggenda racconta di un pescatore promesso sposo che riuscì a resistere al richiamo delle sirene. La regina delle sirene, rimasta impressionata dalla fedeltà dell’uomo gli regalo un velo nuziale fatto con la schiuma del mare. Quando la sposa indossò il velo, la sua bellezza era tale che tutte le donne dell’isola, invidiose del dono fatto al marito dalle sirene, provarono ad imitarlo utilizzando ago e filo. 
Fu così che sull’isola iniziò la 
tradizionale lavorazione del Merletto.



Le casette colorate sono il segno distintivo dell’isola di Burano. Sono l’attrazione che spinge le persone a visitarla e anche il ricordo che più resta impresso quando si lascia l’isola. 
La leggenda vuole che in passato i pescatori avessero colorato le loro case per differenziarle le une dalle altre e poter riconoscere 
la propria anche da lontano, 
ritornando dal mare dopo la pesca.


Il tempo di solito è tiranno, ma chi ne avesse l'opportunità, deve andare a visitare almeno le due isole principali della Laguna veneta. Murano conosciuta internazionalmente come l'isola del vetro offre al visitatore attento anche una dimostrazione della millenaria lavorazione del vetro e chi volesse può Prenotare visita alla fornace. La sua storia, indissolubile da quella di Venezia, porta ancora i segni nella romanica Basilica dei Santi Maria e Donato ed i suoi magnifici Mosaici Medievali. Burano invece è la patria del Merletto. Con le sue case colorate con colori sgargianti,blu, gialle, arancio, rosse, sono una vera delizia per gli occhi e per apparecchi fotografici. La vicina Torcello, con la Cattedrale dell'Assunta ed allo splendido Museo di Torcello, apre ancora di più il panorama storico sulla città lagunare, 
gettando uno sguardo nella Laguna ai tempi 
dei romani. 

Il vetro veneziano è sodico, come nell’antica tradizione mediterranea. Significa che alla silice, che è una sabbia destinata a diventare vetro mediante fusione, si aggiunge la soda per consentire la fusione a temperature minori. La potassa, alternativa alla soda, tipica dei paesi nordici, genera un vetro brillante idoneo alla molatura e all’incisione (come il vetro piombico inglese), ma non alle complesse lavorazioni a caldo, tipicamente veneziane. La miscelazione delle materie prime avviene la sera, alla fine dell’orario di lavoro, e la preparazione del materiale dura tutta la notte: alle due materie prime fondamentali si aggiungono lo stabilizzante (come il carbonato di calcio), i decoloranti o i coloranti, ed eventualmente gli opacizzanti. Il forno a riverbero fonde le materie prime alla temperatura di circa 1.400° e i vetrai alla mattina trovano il materiale fuso, pronto per la modellazione. La pasta di vetro rimane duttile fino alla temperatura di 500°. Il gruppo di lavoro è costituito dalla piazza, composta da serventi e garzoni, che viene coordinata dal maestro. L’opera può essere, poi, rifinita a freddo da esperti molatori che procedono alla levigatura o ad altre rifiniture; l’incisione figurativa è eseguita in laboratori indipendenti, dove operano decoratori altamente specializzati. Se la decorazione prevista è lo smalto, l’oggetto passa in un laboratorio specifico nel quale vengono eseguite la pittura e la ricottura dello smalto.



" Viaggio in Vaporetto in "...

Canal Grande Venezia 


Un turista a Venezia riesce ad immaginarsi 
la città solo dopo aver percorso la via principale; il Canal Grande. I grandi palazzi che si rispecchiano sulle sue rive, le chiese maestose ed alcuni degli importanti musei della città, accompagnano il corso d’acqua, che anticamente si pensa sia stato il letto di un fiume che sfociava nell’Adriatico, attraversando tutta la 
città lagunare, eseguendo un percorso tortuoso, a forma di esse rovesciata. L’incantesimo sta proprio nell’immaginare come gli antichi veneziani possano aver costruito questa meraviglia, un percorso immerso nelle acque salmastre, innalzando dei palazzi altissimi, uno accostato all'altro senza soluzione di continuità, pensati ed ideati dai maggiori architetti di tutti i tempi dal XIV al XIX secolo, in un ambiente che altrimenti sarebbe stato inospitale ed insalubre.



15 giugno 2017

" Mastru Alfredu "


FOTO di
 VINCENZO MANTELLO

Il re delle due ruote



I grandi uomini di Pozzallo: "Mastru AFFREDU". 

Il signor Alfredo Iemmolo:
una vita e una passione per le due ruote. -
Ho chiesto al signor Alfredo: Mastru Affredu, da quanti anni è che lei fa questo lavoro? -
Lui: da 80 anni! -io: Ahahah, mi prende 
in giro vero? 
Quindi vuol dire da quando è nato?... -Lui: No, veramente io sono nato 95 anni fa!!... ..
AUGURI A MASTRU AFFREDU PER I SUOI 95 ANNI DI PASSIONE PER IL SUO LAVORO E LE BICICLETTE.
Amici, credete nelle vostre passioni, non ve le fate togliere e soprattutto usate sempre la bicicletta e campate 100 anni!!...Parola mia, ma soprattutto e da come vedete... parola di 
Mastru Affredu!!... :) Mi dispiace dirlo, ma 
Mastru Affredu non è più tra noi... purtroppo poco tempo fa ci ha lasciato ed è passato a miglior vita. (Questo post è di Giugno 2017)
 R.I.P. Mastru Affredu! Voglio salutare il GRANDE "MASTRU AFFREDU" con la stessa foto che ci siamo fatti insieme il 14 Giugno scorso. - 
È stato un piacere per me quel giorno chiaccherare con lui per raccontare i suoi 95 anni a servizio delle due ruote e dei tanti bambini Pozzallesi...ed è stato anche un onore per me farlo ricordare ai pozzallesi come concittadino e artigiano esemplare con un mio "post" sui social dove molti hanno espresso il loro affetto e la loro simpatia nei suoi confronti (e anche una rivista siciliana si era poi interessata di lui tramite questo mio post facendogli un bell'articolo.)
 Quel giorno penso di aver fatto una cosa bella e gradita nei suoi confronti... e lui ne è stato felicissimo e orgoglioso. ...CIAO "MASTRU AFFREDU" E CHE TI SORRIDANO GLI ANGELI!... ADESSO PUOI RIPRENDERE A CORRERE FELICE!!!... E Un Grazie da parte di tutti i bambini Pozzallesi e di tutti noi (piccoli) grandi. R.I.P. !!

10 dicembre 2016

M/v " Danae " Costa Armatori S.p.A.



 M/v   " Danae " 


Danae Precedenti denominazioni: ex-Port Melbourne, ex-Therisos Express, ex-Danae ‘92, ex-Starlight Princess ‘92, Anar ‘92, Danae, fino al 1994, Starlight Princess ‘94, Baltica ’94-’96.
La Danae insieme alla gemella Daphne furono costruite nel 1955 come navi da carico veloci che avevano una s.l. di 10.501 tons. 
Con una velocità di servizio di 17 nodi erano tra le navi da carico più veloci dell'epoca.
Fu proprio per questa caratteristica che nel 1972 furono trasformate in navi passeggeri. All'inizio la Danae fu utilizzata come nave traghetto. 
In seguito fu trasformata in nave da crociera di lusso ma l'operazione non ebbe successo e la nave fu noleggiata per le crociere commerciali alle Linee Lauro tra il 1978-1979.
Nello stesso anno, la Costa Armatori noleggiò per cinque anni le due gemelle,
e nel 1984 le acquistò definitivamente.
La Danae fu impiegata nelle crociere estive in Mediterraneo e
quelle invernali ai Caraibi e Sud America.
Si distinse inoltre per le successive crociere estive – autunnali da Venezia alla Grecia, Turchia, Israele ed Egitto, ma diventò celebre per quelle invernali intorno al mondo: “World Cruise” con partenza da Genova in dicembre e ritorno a marzo. 
Nel 1989 la Danae modificò il proprio itinerario intorno al mondo con le Crociere Grand Cruise Of The Orient (39 scali-102 giorni) Nel 1990, le due gemelle passano alla Prestige Cruise di Curaçao in Joint Venture con la stessa Costa e la Comp. Sovietica Sovcomflot AKP, ma l’operazione venne interrotta dalla caduta dell’U.Sovietica. Nel dicembre 1991, alla vigilia dell’ennesima World Cruise, la Danae subì un grave incendio mentre si trovava in bacino di carenaggio nel porto di Genova. Fu dichiarata la perdita totale e fu messa in vendita.
Il 9 luglio 1992 fu rinominata Anar e raggiunse il Pireo a rimorchio. 
Navigò ancora con il nome Starlight Princess e nel 1994 prese il nome Baltica.

16 novembre 2016

" Antichi proverbi "





Nun po' dari vastunati allu patruni, 
e li duna allu sceccu. 
Non può dare bastonate al padrone, 
e li dà all’asino.
 Il senso del proverbio sembra non necessitare di ulteriori spiegazioni.

Cu nasci tunnu nun pò moriri quatratu.
 Chi nasce rotondo non può morire quadrato,
proverbio fatalista che indica come chi ha una certa forma mentale difficilmente cambierà carattere o modo di pensare.
 Commento caratteriale su una persona che in genere persevera riguardo agli stessi errori.

Miegliu suli ca malaccumpagnati.
 È una semplice traduzione del corrispondente detto italiano:
 meglio soli che male accompagnati.
Sulità santità. Solitudine (è) santità.
 Detto che commenta un legittimo desiderio di stare soli con sé stessi e con i propri pensieri.

 Nuttata e figlia fimmina. 
Nottata e figlia femmina.
 Nella società patriarcale la nascita di una neonata era vista come una calamità,
in quanto c’era la dote, spesa cospicua per una famiglia di allora. 
In questo senso, il detto nottata e figlia femmina vale: 
un grande sacrificio tutto sommato inutile, o, 
per disturbare Shakespeare, tanto rumore per nulla.

 Miegliu lu sceccu priatu ca lu sceccu a priari.
 Meglio l’asino vanitoso che l’asino da supplicare.
 Invito a stare alla larga dallo stupido che arroga un potere,
 a cui può essere preferito in certi casi l’asino vantone e narciso.

 Santa Nicola Santa Nicola, iu ti dugnu la vecchia e tu mi dù la nova.
 San Nicola, San Nicola, io ti do la vecchia e tu mi dai la nuova. 
Questa filastrocca veniva recitata alla caduta del primo dente, 
quando il bambino era invitato a lanciarlo dal tetto di casa, 
con la richiesta al santo del nuovo dente.

 A San Martinu s’ammazza lu puercu e si vivi lu vinu. A San Martino si ammazza il 
maiale e si beve il vino. 
Il giorno di San Martino, 13 Novembre, 
nelle famiglie contadine era tradizione macellare il maiale e aprire la botte con il vino novello.

Cu cerca trova.
 Chi cerca trova. 
Superfluo aggiungere commenti!

 Lu curnutu a lu sò paisi e lu sceccu a tutti banni.
 Il cornuto sta bene al suo paese e l’asino (cioè lo stolto, n.d.r) dappertutto. 
Mentre la vittima dell’adulterio può star bene al suo paese, dove la familiarità dei compaesani può proteggerlo da eventuali critiche,
lo stolto invece sta bene in ogni luogo, forse perché incapace d’intendere la sua stoltezza!

Quanta beddra robba aviemmu n’Francia, e ‘cca muriemmu di fami.
Quante belle cose abbiamo in Francia, e qua moriamo di fame. 
Proverbio nato forse nell’ambiente degli emigranti nella nazione sorella, 
che ritornando nel paese natio 
rimpiangevano il perduto bene. 
Si riferisce al possesso di beni 
difficilmente utilizzabili,
 analogo del proverbio uecchi chjini e 
manu vacanti
 (occhi pieni e mani vuote).


09 novembre 2016

" Costa Riviera " Costa Armatori S.p.A.


     " Costa Riviera " 



Costa Riviera La società Lloyd Triestino ordinò nel 1960 due nuovi transatlantici ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico per il servizio verso l'Australia. 
Le due navi gemelle vennero battezzate in onore degli scienziati Galileo Galilei e Guglielmo Marconi ed entrarono in servizio nel 1963 introducendo nuovi standard di confort
nei viaggi per immigrati.
La G. Marconi fu varata il 24 settembre 1961 partì per il suo viaggio inaugurale il 18 novembre 1963, Entrambe le navi navigarono con successo fino alla fine degli anni sessanta, ma la crisi petrolifera mondiale all'inizio degli anni settanta ebbe un impatto negativo per la navigazione, con una sensibile diminuzione del numero dei passeggeri e costi di esercizio crescenti e per tale motivo la Marconi fu ritirata dal servizio di linea per l'Australia. 
Nel 1976, la G. Marconi, nell'ambito dei mutamenti avvenuti a quell'epoca nelle società del gruppo Finmare, venne trasferita dal LLoyd Triestino alla Italia di Navigazione SpA, destinata sulle rotte per il Sud America, in servizio tra Napoli il Brasile e Buenos Aires. 
Nel 1979 la nave fu ceduta alla società Italia Crociere Internazionali, una joint-venture costituita dalla Italia Navigazione e da alcuni armatori privati per il servizio crociere, per essere impiegata in crociere tra porti 
del Mar dei Caraibi. 
L'operazione Italia Crociere Internazionali non ebbe il successo sperato e nel 1983 la nave, in seguito ai nuovi assetti societari dovuti allo smantellamento della I.C.I, rimase alla compagnia genovese Costa Crociere, una delle società che avevano partecipato alla joint-venture. 
Dopo due anni di lavori, nel 1985, la nave, trasformata e notevolmente ingrandita, 
fu ribattezzata Costa Riviera.
La nave alternò crociere tra Caraibi e Alaska fino al 1993, anno in cui entrò a far parte della flotta American Family Cruise, una joint-venture tra Costa Crociere e Bruce Nierenburg, per essere utilizzata per crociere nel mercato americano rivolte a giovani famiglie con bambini, ribattezzata American Adventure.
Anche questa operazione non ebbe il successo atteso e la nave, nel settembre 1994, rientrò a Genova, riprendendo il nome Costa Riviera e venne destinata al servizio di crociere in Europa, con partenze dal porto di Genova.
Nel 2001 la nave fu venduta per demolizione ai cantieri di Alang in India e, a detta di autorevoli osservatori, pare che questa unità, nel lungo corso della propria attività, sia la nave italiana che ha percorso il maggior numero di miglia nella storia degli ultimi 70 anni
della marineria italiana.
Le navi dei Costa tuttora in servizio La Compagnia conosce un enorme sviluppo acquistando, adattando e trasformando navi appartenenti a Società che hanno visto 
corto e sono fallite. 
É il momento dell’entrata in campo della Costa Riviera (ex-Guglielmo Marconi) ristrutturata nel 1985 e poi ancora nel 1998. Ma negli anni ’90 si verifica un altro salto di qualità con l’innesto delle gemelle Costa Marina e Costa Allegra, e delle nuove costruzioni genovesi Costa Classica, Costa Romantica e Costa Victoria che preludono ad un nuovo ciclo di grandi costruzioni come la splendida Costa Victoria nel 1996. 
Senza dimenticare la Mermoz e la già citata Costa Playa (successivamente cedute), 
acquisite nel 1993 con la divisione 
Paquet Cruises dei gruppi francesi 
Chargeux e Accor.

Biagia - Silvana ❤ La Storia di Pozzallo_3 Silvana La Pira_3

                         - Silvana La Pira -

anticamacina

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