16 ottobre 2015

Giuseppina Occhipinti - Pozzallo nella storia

Chi ha conosciuto
a 'Za Pippina Uoccipinti ?

A Pozzallo tutti !!
la chiamavano la donna dalle mani di fata.
Quante slogature ha sistemato a za Pippina,
 a quei tempi più di un ortopedico e fisiatra messi insieme.


In questa foto :
con le due sorelle - da dx.  a 'Za vannina - a 'Za Puppina e - a' Za thresa
Giovanna - Giuseppina - Teresa
                                   


il vigile urbano - Pozzallo nella storia


Carmelo Privitera


Vigile Urbano a Calesse


I Vigili Urbani di Pozzallo agli inizi degli anni 80
da sn. Franco Campo, Salvatore Paternò, Domenico Blandino,
Rosario Iozzia, Giuseppe Monte, Salvatore Agosta, Giovanni Caruso,
Costantino Salvino, Rosario Ciacera Macauda


14 ottobre 2015

IL Caricatore - Pozzallo nella......Storia




La zona tra Pozzallo e Santa Maria del Focallo, come accertato da Paolo Orsi, risultava abitata da contadini e pescatori già in epoca bizantina: l'archeologo trentino rinvenne lungo la costa compresa tra Pietre Nere e Santa Maria del Focallo alcuni ruderi , tra cui quello di un forno, risalenti al XII secolo.
Nel 1908 fu inoltre ritrovato in un terreno di proprietà del marchese (e in seguito podestà) Corrado Tedeschi un recipiente con all'interno 600 monete romane.
Circa 400 di esse furono trafugate, mentre le restanti 229 furono studiate da Orsi
 che le datò tra il 72 e il 249 d.C.
 Alla fine del XIX secolo fu ritrovata nella zona dello Scaro un'antica tomba messena, risalente alla terza guerra messenica e 
appartenente ad un re.
 Verso la fine del XIV secolo della zona compresa tra Capo Passero e Punta Regilione si interessò Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica.
Nella zona erano presenti dei magazzini in disuso, che Manfredi aveva intenzione di valorizzare per costruire un porto strategico per la rotta verso Malta. Tuttavia nel 1391 Manfredi morì e il progetto fu ripreso da suo figlio Andrea, che costruì un Caricatore, un complesso di magazzini che comprendeva pontili e scivoli per l'imbarco di merce (specialmente frumento) 
sui velieri


I magazzini del Caricatore negli anni cinquanta
prima della completa demolizione

Caricatore: uno dei magazzini ancora esistenti, anni '90 - Dall'apertura sotto la finestra partivano i grandi "canaloni" di ferro, le "tremoje" (tremoggie). Consentivano di versare direttamente sulle barche di aleggio, che potevano comodamente addentrarsi nelle grotte, il frumento destinato all'imbarcazione. Dopo l'ultimo restauro, l'apertura è stata misteriosamente rimossa (vedi foto nei commenti). C'è da chiedersi chi sia stato l'artefice di tale scempio, capace di cancellare uno degli elementi imprescindibili del racconto storico del magazzino e di tutto l'antico porto.



  Magazzini Caricatore "Pozzallo"

 In seguito Martino I di Aragona ordinò l'invasione della Sicilia e mise a capo delle truppe Bernardo Cabrera che nel 1392 conquistò l'Isola e fece decapitare Andrea per alto tradimento; per premiarlo, il re aragonese lo nominò Grande Ammiraglio del Regno di Aragona e gli concesse il territorio della Contea di Modica. Cabrera ampliò il caricatore e costruì la piana dei fossi, una serie di fossati capaci di contenere migliaia di salme di frumento[4]. Quando morì, la contea passò al figlio Giovanni Bernardo Cabrera, che chiese l'autorizzazione per poter costruire una torre di difesa per difendere la zona dalle incursioni dei pirati, che solevano nascondersi nelle rade di Raganzino, Maganuco e Cala Brigantina; il Decreto di Erezione della Torre è datato 1429 ad opera di Tommaso Fazello, che attribuisce erroneamente la costruzione a Bernardo e non al figlio Giovanni Bernardo. La Torre del Pozzallo, in seguito denominata Cabrera, aveva mura esterne spesse due metri ed era lambita dal mare su un lato. Dopo la separazione da Modica, Pozzallo conobbe un decollo economico e commerciale, con la costruzione di alcune strade (la rotabile Pozzallo-Modica, la Pozzallo-Spaccaforno e la Pozzallo-Scicli, nonché, in territorio comunale, la via Scaro e il Lungomare Pietrenere e l'affermazione di alcune famiglie borghesi (i Pandolfi, i Giunta, gli Avitabile e i Polara-Tedeschi che controllavano le attività commerciali del comune

lL Caricatore era formato ,oltre dai pontili, da magazzini-depositi denominati "Zarbatana ". 
I Chiaramonte , divenuti signori della Contea di Modica ( 1296-1392 ) ,furono i primi ad intuire che Pozzallo , con la sua ampia spiaggia e la sua posizione, poteva essere di strategica importanza per gli interessi della Contea e diventare un porto mercantile per la commercializzazione dei suoi prodotti verso Malta e verso altri paesi del Mediterraneo. 
Nella parte di costa compresa tra la spiaggia Pietre Nere e la " Balata " fu costruito il 
" Caricatore " un complesso formato 
da magazzini 
tutti edificati sulla costa , dove venivano convogliati i prodotti della contea 
(carrube,grano,orzo,canapa,olio,formaggio e bestiame) e da una serie di pontili e scivoli, per l'imbarco dei prodotti sui velieri. Pozzallo ben presto divenne uno degli scali più importanti della Sicilia. Sotto i conti " Cabrera ", succeduti ai Chiaramonte nel 1392 , furono costruiti nuovi magazzini e un pontile per l'ormeggio dei velieri. Nel 1429 il " caricatore " divenne 
" Regio Caricatore " . 
Durante la querra mondiale i magazzini furono usati come dormitorio per 1200 prigionieri tedeschi.

Nel 1693 la Torre crollò in seguito ad un terremoto. Fu ricostruita applicando alcune modifiche al progetto originale. Oggi la torre è Monumento Nazionale, ed è riportata sullo stemma della città di Pozzallo. Per una questione estetica, alcune finestre originali sono state ricostruite totalmente attenendosi il più possibile alla forma originale.

L' iter travagliato dello stemma di Pozzallo è durato ben sette anni , dal 1931 al 1938. 
Nel maggio del 1931 era stata chiesta la concessione di uno stemma costituito da una Torre quadrangolare d' argento in campo azzurro con una stella in alto a destra e con il motto " Secundus Ventis ". Tale stemma concesso nel maggio del 1933, non soddisfa tuttavia l'amministrazione comunale . Infatti, il 22 agosto 1934 il Podestà invia al prefetto una lettera con cui si chiede di inserire nello stemma una 
goletta , posta accanto alla torre nel basso cantone destro o sinistro, perchè è la 
goletta , simbolo del paese eminentemente marinaro , che spiega il motto 
" Secundus Ventis " . Dopo tanti appelli e battaglie cartacei , viene accettata la richiesta di inserire la goletta nello stemma, 
siamo nel 1936 . Nel 1937 viene riconosciuto al comune il diritto di far uso di uno stemma e di un Gonfalone .

Articolo tratto dal libro " Pozzallo città di mare ".










- Don Pietro Armenia -


DON Pietru Armenia 


DON Pietru re gelati:
Ogni mattina la sua "voce" era particolarmente attesa dai bambini mentre , nel pomeriggio, faceva da sfondo sonoro al riposo dei più grandi: il suo passaggio significava però gradevolezza. 
Per tutti si trattava in fondo di un appuntamento quotidiano al quale molti erano da tempo abituati. L'eco della sua voce ne segnalava peraltro la vicinanza: don Pietro Armenia spuntava infatti pedalando il suo carrettino bianco, montato su tre ruote di bicicletta che ne facilitavano gli spostamenti. 
Nel suo interno vi erano installati dei pozzetti di metallo, cilindrici e con coperchio a cupola, colmi di granita di limone o mandorla, che veniva tenuta in densità costante dal ghiaccio frantumato che avvolgeva i contenitori.
Durante il " filinona " , protagonista diventava però il gelato: per difendersi tuttavia dal sole cocente, don Pietro si fermava all'ombra delle case, dove veniva raggiunto dai bambini con i soldi in mano.
Gli accoglieva sempre sorridendo e con tanta voglia di chiacchierare: fra l'altro, quando si accorgeva che qualcuno se ne stava appartato, con dolcezza gli faceva segno di avvicinarsi per offrigli il gelato, felice in cuor suo di avergli dato una gioia seppur momentanea. 
Rientrava a casa all'imbrunire, quando i recipienti erano ormai vuoti.
IL 25 luglio 1998 la famiglia volle festeggiare i quarant'anni di attività, vestendo a festa la Gelateria Santa Rita, aperta nel 1957 in via Studi 54: offrendo logicamente gelati a tutti , al suono della Banda Cittadina, mentre la gente del vicinato riempiva la via , ornata di 
festoni e luminarie. 
Dopo appena una settimana , egli cessava di vivere per una malattia il 1°agosto 1998 all'età di 78 anni.
 

DON PIETRU Cosa dire! L'uomo che ha spezzato il silenzio di quei tristi filinoni estivi.... 20 £ il gelato....al limone cioccolato e vaniglia....la gentilezza della persona... il grande Don Pietru re gelati ...POESIA... Don Pietru ...e' ancora vivo nel ricordo dei pozzallesi..
 



13 ottobre 2015

"Villa Tedeschi" - Pozzallo nella storia




Nel 1641 Giambattista Bonanno donò il feudo al cognato Antonio Salemi, che lo cedette al figlio Biagio nel 1687. Egli lo donò nel 1791 al genero Francesco Cuella ed Aparo, il quale ne fu investito col titolo di Barone nel 1702[2]; 
nel 1717 lo permutò con la baronessa Anna Lorefice in cambio di una tenuta in Modica. 
Il feudo divenne proprietà, nel 1779, di un nipote della stessa, ovvero Don Romualdo Mattia Lorefice Platamone, gia VII Barone di Mortilla poi, per i servigi resi alla Corona, Il Marchese dello Scaro, che ivi costruì una casa commerciale.

Nel 1829, alla morte di Romualdo, la casa passò al nipote Giuseppe Polara Lorefice, che la donò nel 1840 al figlio Giorgio; questi sposò Domenica Tedeschi Impellizzeri, la quale lo abbandonò per fuggire con il patriota Francesco Giardina; rimasto solo sposò in seconde nozze Agata Galazzo, la bellissima figlia di un 
pescatore locale.
In una dichiaratoria del 5 giugno 1852, così sottoscrissero Giorgio Polara Lorefice e Domenica Tedeschi: “Nel 1852 i benefatti ed i confini erano i seguenti: Casina a più corpi incompleta di fabbrica e di mobilia, con magazzini, cavallerizzo, pagliarolo, case di palmenti, case di massaria, tegolara con pozzi nella contrada Bue Marino, confinante con terre degli eredi di Don Saverio Nicastro, via pubblica, Pantanelli di Pietre Nere, terre di Vaccaro, acqua di mare e altri confini.
''Giorgio Lorefice fece le seguenti migliorie: nella casina fece costruire le volte tutte del piano superiore principale. Più intieri i piccoli quartini del secondo piano dei quali prima della donazione non esistevano che le sole basi delle gradinate. Inoltre l‘intero quarto superiore continente Cucina, Camera da mangiare, passetto di comunicazione della camera da mangiare, e tutti i riposti e ripostini annessi al cennato quarto, nonché la scala privata che serve per portarsi nella cucina le persone di servizio.Più tutto l'intonaco, gli stucchi e le pitture di ogni sorta ne' piani superiori. Più la pittura di quarti e le 
officine basse.
Più la Chiesetta piccola, e lo incominciamento della Chiesa grande.
La rimessa più un'altra stalla contigua alla rimessa con sua pagliera e camerino per comodo del cocchiere. Due camere inferiori per uso della servitù. Altra stalla grande con sua pagliera contigua a dette camere, ed una casa di frasche contigua alla detta stalla, ed all'entrata della scala che conduce alla cucina."''La casa di mandra e case di abitazione per gli uomini addetti alla coltura. Due porticali che immettono nella strada di Spaccaforno. Nell'ex feudo il suddetto signor Don Giorgio ha fatto costruire di nuova pianta tutti i muri tanto esterni, che quelli di tutte le divisioni interne che esistono nell'ex feudo… quali migliorie le parti dichiarono di averle verificate.”.



Durante la sua vita Giorgio Polara apportò numerose migliorie alla struttura, donandole l'aspetto attuale. Per atto dotale la proprietà passò alla figlia Concetta Polara Galazzo, che sposò il senatore Michele Tedeschi Rizzone il quale abbellì notevolmente la villa; a lui si deve la costruzione della chiesetta posta alla sinistra dell'ingresso principale la quale funge ancora oggi da cappella privata della 
famiglia Tedeschi - Rizzone.
Nel 1897, con atto di donazione, i coniugi Tedeschi trasferirono al figlio minore Corrado l'ex feudo dello Scaro, meno la parte concessa in enfiteusi, con casa signorile, giardini, palmento, strettoio, case coloniche, tegolara, magazzini ed annessi; questi la abitò fino al 1955, quando, a causa delle precarie condizioni di salute, si trasferì in una casupola in Piazza Mercato.

Nel 1979 la villa venne venduta dagli eredi di Corrado Tedeschi al Comune di Pozzallo.

La proprietà rimase in stato di abbandono per decenni; in questo lungo periodo è stata depredata, privata di ogni decoro (infissi, pavimenti etc.) e la struttura ha ceduto in più punti. Dopo alcuni anni di restauro, nel 2009 è stata destinata a sede della biblioteca comunale, sebbene il piano nobile necessita ancora del restauro dei numerosi affreschi, della ricostruzione dei pregiati infissi ed altre rifiniture minori.

Dal 1779, la vera storia della Villa Tedeschi, gli interni come mai li avete visti, l'ultimo piano con le stanze segrete e la terrazza che 
domina la città.
Dai nobili Polara-Lorefice ai Tedeschi, con le leggende tramandate dai nostri avi.
Entro maggio iniziano i lavori di ristrutturazione per un tolale di 3 milioni di euro.

Se il video ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici, nel nome e per la storia di
P❤️ZZALL❤️

12 ottobre 2015

" Giovanna C. " Costa Armatori S.P.A


   " Giovanna C. "


 Ex-Eastern Trader (Giappone-1919/USA-1920), 
ex-Horace Luckenbach (USA-1922), 
fu messa in vendita
 alla fine della Seconda guerra mondiale. 
Costa l’acquistò nel 1947 e la rinominò 
Giovanna C.
 La nave arrivò a Genova il 28 agosto 1947. 
Subì alcune trasformazioni e dopo un mese ripartì come nave passeggeri per il Sud America per scalare Rio de Janeiro, Santos, Montevideo e Buenos Aires.
 Nel 1949 fu trasformata a Genova in nave passeggeri per emigranti destinati alle Americhe.
 La sua stazza fu portata a 8.339 t. e con il suo nuovo look, 
la nave partì da Genova l’8 giugno 1949 per il Sud America con 1300 pax-emigranti.-
 Continuò la linea del Plata fino al 1953.
 Al suo ritorno a Genova, dopo 33 anni 
d’intenso servizio, 
fu destinata alla demolizione a La Spezia.

11 ottobre 2015

" Salvatore Galfo (Jaffu) "- Pozzallo nella storia


< Don Turiddu Galfo >
< Jaffu >


Fernando e Pinuccio Galfo con papà 
passeggiata in bicicletta Anno 1958
bellissima foto!!!!
 le espressioni di Fernando e Pinuccio sono rimaste inconfondibili.....
Pensare che questi bambini adesso sono due uomini maturi e uno anche nonno, ha dell'incredibile e del meraviglioso!!!!
 Nonno Jaffo sei sempre dentro a ognuno di loro, di tutti loro..!!!! Rosario assomiglia tanto al nonno, Baci



 I Jaffi
Foto di Famiglia 

Biagia - Silvana ❤ La Storia di Pozzallo_3 Silvana La Pira_3

                         - Silvana La Pira -

anticamacina

10