Uno degli antichi mestieri siciliani più conosciuto ancora oggi è quello della ricamatrice. Lo identifichiamo immediatamente con la figura femminile per eccellenza, ben vivida nel nostro immaginario della Sicilia più tradizionale. Fortunatamente questo antico mestiere continua ancora a sopravvivere, anche se ormai sono poche le donne che conoscono l’arte del ricamo questa continua ad essere tramandata (soprattutto grazie alle nostre nonne) e si spera non venga dimenticata. Le ricamatrici per professione lavoravano su commissione, soprattutto biancheria per i corredi delle giovani nubili del paese, ma anche tende e arredi. Ogni giorno la loro casa era frequentata da giovani donne, solitamente dall’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Le ragazze si recavano lì per imparare il mestiere e la ricamatrice veniva chiamata “maestra” (a Melilli era detta “a mascia”). I ricami venivano eseguiti sia a mano che con la macchina da cucire: intaglio, punto pieno, punto ombra, sfilato siciliano, cordoncino… ma il più pregiato e costoso era il pizzo di Cantù.
Ciao, vuoi sapere perchè il mio blog si chiama così? Puoi soddisfare la tua curiosità leggendo il post che ha per titolo " Antica Macina" Se vuoi scrivere un commento ai miei post,lo leggerò volentieri . Puoi scrivere pensieri,critiche, poesie, usa la forma che vuoi. Grazie...un saluto Tony
02 dicembre 2019
La ricamatrice
Uno degli antichi mestieri siciliani più conosciuto ancora oggi è quello della ricamatrice. Lo identifichiamo immediatamente con la figura femminile per eccellenza, ben vivida nel nostro immaginario della Sicilia più tradizionale. Fortunatamente questo antico mestiere continua ancora a sopravvivere, anche se ormai sono poche le donne che conoscono l’arte del ricamo questa continua ad essere tramandata (soprattutto grazie alle nostre nonne) e si spera non venga dimenticata. Le ricamatrici per professione lavoravano su commissione, soprattutto biancheria per i corredi delle giovani nubili del paese, ma anche tende e arredi. Ogni giorno la loro casa era frequentata da giovani donne, solitamente dall’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Le ragazze si recavano lì per imparare il mestiere e la ricamatrice veniva chiamata “maestra” (a Melilli era detta “a mascia”). I ricami venivano eseguiti sia a mano che con la macchina da cucire: intaglio, punto pieno, punto ombra, sfilato siciliano, cordoncino… ma il più pregiato e costoso era il pizzo di Cantù.
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