08 novembre 2016

T/n " Columbus " Costa Armatori S.p.A.



T/n  " Columbus "


Columbus. 

Già negli anni ’60, i Costa avevano visto giusto, inaugurando le prime Crociere nei Caraibi e negli anni ’80 furono ancora tra i primi ad afferrare la nuova evoluzione del mercato delle vacanze: il concetto di nave come vero e proprio albergo galleggiante; la nave come luogo di vacanza; il superamento della divisione 
dei passeggeri in classi. 
Tutto a bordo si uniformava, tutto era a disposizione di tutti. 
Con questi presupposti esplose l’industria crocieristica e con essa,
nel 1986 nacque la COSTA CROCIERE.
In vista di questo cambiamento epocale, nel 1981 Costa comprò la Kungsholm della Swedish American Line e la chiamò Columbus. 
Purtroppo, durante la manovra d’entrata nel porto di Cadice, la nave urtò gli scogli della diga foranea, sbandò rapidamente ma riuscì a raggiungere la banchina. 
Toccò il fondale e fu recuperata, ma i danni subiti erano troppo ingenti per evitare la demolizione che avvenne nel 1984.

07 novembre 2016

" Costa Playa " Costa Armatori S.p.A.



" Costa Playa "   

Costa Playa Il traghetto nordico Finlandia 
fu varato nel 1965.
 In seguito subì numerose trasformazioni, proprietà e nomi. 
 Nel 1995 la nave fu ribattezzata Costa Playa e nell’ottobre dello stesso anno fu sottoposta a massicci lavori di trasformazione presso il Cantiere Mariotti di Genova che la adattò
 a nave da crociera per i mari caldi.
 Fu infatti destinata a navigare tra la R. Dominicana e Cuba, diventando così la prima nave da crociera a riaprire il mercato turistico in quella zona nel dopo - “Guerra Fredda”.
 Il 28 novembre 1995 
iniziò la sua prima crociera. 
 La sua appartenenza ai Costa durò fino al 1998, quando fu venduta a Eurasia International.

08 ottobre 2016

M/v " Daphne " Costa Armatori S.p.A.


 M/v  " Daphne  "    



Daphne Precedenti denominazioni: ex-Port Sydney, ex-Akrotiri Express, ex-Daphne, Ex- Ocean Odissey (2002), ex-Switzerland (2002), ex-Ocean Odissey (2002), ex-Ocean Monarch (2008). Lunga 162,4 x 21,3. Nel 1977 fu temporaneamente noleggiata alla 
Starlauro di Napoli
per viaggi in Mediterraneo.
Il 25 aprile 1979 Costa la noleggiò per 5 anni, e come la gemella Danae, fu impiegata in crociere invernali ai Caraibi ed estive in Mediterraneo.
Nel 1981, nel mese di febbraio compì una crociera intorno all’Africa. 
Nel 1984 Costa comprò le due gemelle e la Daphne fu impiegata prevalentemente nei mari Nord Americani, compiendo crociere estive Alaska-Vancouver e cociere invernali ai Caraibi. Come la gemella, diventò famosa per le sue crociere World Cruise. 
Nel 1990 vendette, come abbiamo già riferito, 
le due navi gemelle alla Prestige Cruise e 
la Comp Sov. Sovcomflot AKP che collassò 
insieme alla U.Sovietica. 
Di questa squadra facevano parte anche le belle Feodor Dostoyevsky e la Maxim Gorky. Nel 1996 la Daphne fu noleggiata a scafo nudo alla Swiss Company Flotel per cinque anni.
Il 25.2.1997 fu ribattezzata Switzerland per il suo nuovo Armatore Leisure Cruises.

06 ottobre 2016

" VANEDDA VICCI " Pozzallo nella storia


Di Franco Blandino



La zona antica del paese è unica nel suo genere e ancora oggi, percorrendo le sue stradine,
 è possibile immaginare scene e usi che riecheggiano dal passato.
Nei vicoli stretti un tempo trovavano luogo le prime botteghe alimentari per la vendita di farina, cereali, olio, vino e sale autorizzate dal Governatore della Contea per facilitare l'approvigionamento della popolazione che allora era costituita principalmente da marinai e funzionari civili che operavano nel Caricatore.
 Casette basse, unite le une alle altre, che formano piccole viuzze che s'incrociano, 
si restringono e si allargano, 
creando affascinanti scorci.
 La Vanedda Vicci è il luogo ideale in cui, spesso,
 trovano spazio le rappresentazioni 
dei presepi natalizi
 e manifestazioni culturali ed enogastronomiche.


" Vicolo Stovigliari "


IL Profumo della 'rroba stisa
Vicolo Stovigliari



Il vicolo ha nell'anima profumi e suoni...
Profumi di bucato, di caffè, di pane, rumori di vita, di frasi sussurrate e gridate.
Il vicolo ascolta le risate, i pianti di gioia e 
di dolore.
Ci si conosce tutti e di ognuno si sa la storia.
 Pozzallo, Vicolo Stovigliari

29 settembre 2016

" Bruno Livia " (detto Ringo) - Pozzallo nella storia



foto di Franco Blandino


Dal libro Pozzallesi del XX Secolo
 del Prof. L.Rogasi

 BRUNO LIVIA 

Pozzallo, 2 Ottobre 1943 
13 Aprile 1997

Personaggio singolare che non 
passava inosservato per il suo modo di 
vestire e per il suo incidere, flemmatico 
e solenne nello stesso tempo; indossava stivali e giubotti di pelle, 
stretti ai fianchi da cinturoni bullonati, 
mentre un cappello a larghe 
tese, leggermente arrotoolate ai lati, gli dava l'aspetto di un cow- 
boy sceso in citta'
 
Bruno Livia veniva affettuosamente chiamato "
 Ringo "

                      

Ha girato alcune scene western come comparsa con il grande regista  
FRANCO ZEFFIRELLI


la pagina dedicata a lui con una foto emblematica.....
RINGO adios 
che lassù possa continuare la tua avventura.



06 settembre 2016

" A Vignigna" ( La Vendemmia )


Pistaturi

Pistaturi, operai che pestavano l'uva a piedi nudi o calzando pesanti scarponi. 
I pistaturi, con piccoli passi ritmati e le mani dietro la schiena, effettuavano una sorta di girotondo, cantando delle canzoni popolari tipiche vendemmiali. 
In questa fase, per aiutarsi a pressare ulteriormente i grappoli, veniva utilizzato il cosiddetto sceccu (asino): una specie di ruota di 1,50-2,00 metri di diametro, costruita con rami intrecciati di salice, su cui più persone salivano sopra contemporaneamente dopo essersi disposti in cerchio attorno ad esso. 
I pistaturi, con la faccia rivolta verso lo sceccu e con le braccia poste ognuno sulle spalle dell’altro, iniziavano a salire sullo sceccu ponendo un solo piede sullo stesso, mentre l’altro rimaneva ben fermo sulla pista. 
Ad un certo punto uno di essi (di solito u mastru di pala) dava il comando ed i pistaturi saltavano contemporaneamente sullo sceccu e, flettendo ed estendendo le ginocchia, pressavano ulteriormente i chicchi d'uva che erano rimasti attaccati ai grappoli.

Ho un ricordo ancora nitido della vendemmia presso il palmento del barone Penna, vicino all'attuale oasi del re. Ricordo ancora le raccomandazioni come infossare il mosto, preparare "u cuonzu" per spremere la pasta residua dell'uva, il pranzo che si portava con " il palombo a stimpirata" che durava per giorni, e poi il trasporto a mezzo carro del mosto. Sono trascorsi solo qualche decennio, ma sembrano scene , da come si vede dalla foto di qualche secolo addietro!


Mi ricordo il palmento a Sicciuri (punta regilione)  portavano  l'uva ' co carrettu cinu ri crueddi e cufina' e veniva pestata con i piedi e a' Stritta 'si faceva con il Conso tutto rigorosamente a mano.

 PS tutto ' pista e ammutta'



Ve ricurdati i jorna ra vignigna ? 
I carretti facienu i viagghia o palummintu ...
U ciauru ro mustu si sintia nall'aria e na gioia 'nta lu cori pigghiava a tutti.
Ora, u mustu 'nta utti divintau vinu, é ura ri assaggiallu e ri brindari tutti ansiemi. 
Buon San Martino a tutti!




Il racconto di un nonno ai propri nipotini nel parlare della vendemmia, "ra' vignigna". 
Lungo la costa che si snoda tra Santa Maria e la Marza, c'erano tre o quattro "palummienti" che per una decina di giorni lavoravano intensamente giorno e notte viste le richieste dei vitagnoli. 
Uno in particolare mi colpìva ogni anno, "u' palummientu ro' fossu" un vecchio casolare tra canneti e sentieri solcati da carretti. 
C'era una grossa vasca dove veniva gettata l'uva raccolta in ceste di vimini (panari) con una trave in legno che percorreva la sua larghezza e della funi che penzolavano unte da mani sporche di mosto. Due o tre uomini vi si legavano le mani e a ritmo pestavano l'uva il cui succo, usciva da un canaletto dopo essersi raccolto in un cerchio 
di pietra. 
Il mosto cadeva in un fosso profondo e pericoloso ed era usuale, sentire le raccomandazioni, se così posso definirle, degli uomini presenti specialmente 
se c'erano bambini. 
Uomini stanchi giacevano sotto gli alberi per riposarsi e mangiare n'puzzuddu ri pani e fummagghi, uomini che avevano lavorato duramente né vigni a raccogliere e 
sistemare a' racina. 
Non tutti avevano l'aiuto di parenti con ragazzi al seguito che, con coltello in mano i più grandi , andavano tra i filari canticchiando e 
raccogliendo racina. 
Le mamme e nonne, intente nei "pagghiari" a preparare il pranzo ppi quannu s'arricugghieunu l'uommini. 
Giorni di allegria e di festa che coinvolgevano intere famiglie, ziti e zite compresi. 
Il dopo vendemmia era rappresentato dal mosto "aruci" base per "lullarieddi" e "panicutti'". 
Ricordi legati alle persone care che oggi magari ricordano con nostalgia e che da lassù guardano il "progresso" del rito della vendemmia.

Biagia - Silvana ❤ La Storia di Pozzallo_3 Silvana La Pira_3

                         - Silvana La Pira -

anticamacina

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